Memoria della Marchesa

Marchesa di Barolo, Giulia Falletti

L’Associazione Culturale Giulia Falletti di Barolo è stata fondata in memoria dell’opera importante di promozione del vino e della zona di Barolo, compiuta per la Marchesa e si prolonga oggi attravèrso progetti culturali e manifestazioni di vini che mantengono il dinamismo insuffiato grazie al suo impegno locale.Nata in Francia nel 1785 nella reazionaria Vandea durante la Rivoluzione, Giulia Colbert di Maulévrier era degna discendente del Ministro Colbert: colui che osò esporre al Re Sole la miseria che esasperava il popolo francese, all’ombra del lusso della corte e delle classi privilegiate.

Frequentando i salotti parigini e la Corte imperiale, Giulia conobbe l’ultimo discendente di una delle principali famiglie aristocratiche piemontesi: Tancredi Falletti di Barolo.
La dirittura morale, l’umanità, la profonda cultura e la fedeltà ai principi morali e religiosi che accomunavano Giulia e Tancredi, misero il sigillo su di una luminosa unione. Le nozze ebbero luogo nel 1807, ma non giunse l’atteso erede di un’immensa ricchezza.
I Marchesi trascorrevano la maggior parte del loro tempo nella magnifica residenza Torinese, tra periodi di villeggiatura in Francia e nel Castello di Barolo; Tancredi era stato nominato Sindaco di Torino ed il suo impegno a favore dei ceti più disagiati si era manifestato nell’istituzione di una “sala d’asilo” per i bambini di famiglie povere, e di scuole gratuite di disegno applicato alle arti ed ai mestieri.
Giulia Colbert, donna decisa, risoluta nelle parole e nelle azioni, generosa e impavida nel difendere gli oppressi in nome della giustizia, arrivava a farsi aprire le porte delle carceri senatoriali portando carità e speranza.
Sapendo che l’ignoranza è la causa principale dei mali sociali, prese a cuore la gioventù femminile di tutte le classi sociali, fondando Congregazioni religiose e Istituti pedagogici che accolsero anche le orfanelle; la Marchesa ideò anche Famiglie Operaie, con lo scopo di formare giovani lavoratrici al riparo da insidie sociali e indirizzi morali sbagliati.
Mentre il salotto di casa Barolo diveniva uno dei più significativi luoghi di incontro dei giovani esponenti del patriziato piemontese, la padrona di casa – una delle più brillanti dame dell’aristocrazia francese ed italiana- , si riconosceva sorella di tutti.
Anche il conte Camillo di Cavour ebbe per la Barolo viva ammirazione ed amicizia; così come il saluzzese Silvio Pellico, che ricoprì il ruolo di segretario e bibliotecario di Giulia.

Marchesa di Barolo, Giulia FallettiDopo la morte di Tancredi, l’esperienza della Marchesa si espanse sul piano pratico:  la occuparono molti impegni di tipo giuridico canonico, civile, amministrativo e organizzativo. La sua vita proseguì nella semplicità e nella fede, fino alla morte nell’anno 1864.
Tramite atto testamentario, la Marchesa provvide adeguatamente alla conservazione e all’uso futuro dell’immensa ricchezza. L’ Ente Morale Opera Pia Barolo, avrebbe fatto sopravvivere e progredire tutte le sue opere, e gestito le vastissime proprietà.

Il Castello barolese fu sede del Collegio Barolo, che funzionò fino agli anni sessanta come scuola elementare e tecnica, di indirizzo cattolico.
Dopo alcuni anni di abbandono, nell’estate del 1970 l’Amministrazione comunale di Barolo ne promosse l’acquisizione, e il Castello passò così dall’Opera Pia Barolo in proprietà del Comune del paese.
L’Associazione Giulia Falletti di Barolo rende omaggio alla Marchesa Giulia e all’eredità che ci ha lasciato. L’attaccamento alle sue origini francesi, l’attenzione alla virtù domestica e civile, e le 44 botti nelle cantine di Palazzo Barolo dove affinava il nobile nettare, ci rendono orgogliosi di presentare Vini Corsari nelle sale del suo Castello, dove il suo spirito teneva banco tra illustri ospiti e raffinati intellettuali.
Il suo carattere “tutto francese” e vivace, “la portava talvolta a scavalcare a piè pari la diplomazia e lasciare il segno di una sferzata morale”: proprio come vorremmo fosse la nostra attitudine corsara di larghe vedute e calda simpatia.

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